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“Facciamo
track perché siamo solo la replica di noi stessi, perché
siamo solo sangue arrabbiato ma non abbiamo né le palle né
la lealtà di difendere un’idea, un moto, un’illusione
o la diversità del mutamento.
Facciamo track perché abbiamo permesso al nostro cuore di distrarsi.
Dobbiamo fare track perché non siamo altro che il simulacro di
un sogno… e saperlo fa male.”
Con
Andrea Fardella e Camilla Parini
Scenografia
Teatro delle Radici / Massimo Palo
Assistente regia
Bruna Gusberti
Testo e regia
Cristina Castrillo
“L’anormalità”
e il disagio visti attraverso gli occhi di due figure che da quella emarginazione
provano a disegnare il contorno di una nuova sopravvivenza.
La “diversità” che cerca in questa esclusione dal mondo,
in questa impossibilità di comunicare gli strumenti di una propria
convivenza con gli affetti e i sentimenti importanti.
Essere giovani e porsi delle domande.
Essere giovani e non avere delle risposte.
Essere adulti e porsi delle domande.
Essere adulti e non avere delle risposte.
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